Lino Sabattini. L’arte e l’eleganza.

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Lino Sabattini è stato un artigiano e un artista. I suoi oggetti sono diventati iconici e sono anche oggi dei punti di riferimento nel panorama del design. Alcuni dei suoi manufatti sono in mostra al MoMa di New York e in altri musei internazionali. La sua eleganza e la sua precisione hanno reso le sue creazioni, come ad esempio la maschera “Il Diavolo” o “Diavolessa”, disegnata da Giò Ponti o la maschera “Cornuta” anch’essa disegnata da Giò Ponti, delle vere e proprie opere d’arte. Sabattini è nato nel 1925 a Correggio; dopo aver imparato il mestiere di artigiano dei metalli in alcune botteghe di Milano apre un proprio laboratorio nella capitale lombarda e in seguito fonda la sua fabbrica nel 1964 a Bregano. L’incontro con Giò Ponti avviene per caso. Il grande architetto milanese vede nello studio di un suo collega alcune opere di Sabattini e chiede di incontrarlo. Dopo ave visto il laboratorio dell’artigiano di Correggio, Ponti decide di iniziare una collaborazione che porterà Sabattini a lavorare anche in Francia per Cristofle, e a influenzare profondamente il design degli oggetti di metallo degli anni successivi. In una intervista di alcuni anni fa, Sabattini ricordava che ciò che aveva appreso nel suo lavoro proveniva dal lavoro della bottega più che dalla scuola e che aveva dedicato tutta la sua vita al fare; non importava per lui il successo, quanto il lavoro: provare e riprovare senza mai fermarsi e qualcosa arriva sempre. Nel suo caso, il suo lavoro certosino e costante, fino alla morte avvenuta nel 2016, hanno portato ad oggetti che rimarranno nella storia del design. In questo video propongo uno dei suoi oggetti più conosciuti, “Il diavolo o Diavolessa”, una maschera in metallo argentato disegnata da Ponti nel 1978.

Ma i suoi oggetti sono molti come ad esempio questo vaso realizzato negli anni ’70 in vetro azzurro e struttura in metallo: https://www.modernariatocap.com/portfolio/vaso-in-vetro-e-metallo-di-lino-sabattini/

Oppure l’Ex voto per il Diavolo, sempre disegnato da Giò Ponti:

La mia preferita però rimane “La Diavolessa” o “il Diavolo”, una maschera elegante, le cui fattezze misteriche richiamano ad antichi riti propiziatori o a battaglie in un mondo di fantasia e di potei occulti. Quale che sia l’ispirazione o le immagini che questi oggetti suscitano in chi li guarda, non si può però rimanere indifferenti alla bellezza delle linee, all’intensità del disegno e alla capacità di piegare il metallo al proprio volere creativo.

Fulvio Caporale

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